Macbeth wanna be

Macbeth wanna be

Fonti William Shakespeare

Regia, coreografia, scene  Enzo Cosimi

Interpreti  Pablo Tapia Leyton, Luca Della Corte, Elisabetta Di Terlizzi, Giulia Pirandello, Luca Pirandello

Testi Maria Paola Zedda

Luci Giulia Belardi, Enzo Cosimi

Video Roberto Gentile, Enzo Cosimi

Sound designer Enzo Cosimi

Organizzazione Pamela Parafioriti

Produzione Compagnia Enzo Cosimi, MIC, Regione Lazio

Dopo la realizzazione del progetto Orestea / trilogia della vendetta, conclusosi nel novembre 2022 con la presentazione integrale al Festival RomaEuropa, Enzo Cosimi ha proseguito il suo percorso artistico dedicandosi al Progetto Shakespeare, culminato con il debutto, nel luglio 2024 al Festival Civitanova Danza, dello spettacolo Venere vs Adone. Questo nuovo capitolo ha segnato l’avvio di un articolato percorso multimediale volto a ricostruire trame di rimandi testuali e visivi tra personaggi e opere di William Shakespeare, restituendo la potenza vitale e immortale del suo universo drammaturgico.

Con lo spettacolo Macbeth wanna be , Cosimi ha indagato gli intrecci della tragedia shakespeariana: Macbeth.  Definita come la più greca delle tragedie shakespeariane —l’opera  ha trovato una nuova incarnazione scenica, rivelandosi come un’indagine radicale dell’animo umano. Lo spettacolo ha attraversato i territori oscuri dell’ambizione e del potere, mostrando la parabola dei suoi protagonisti, Macbeth e Lady Macbeth, sospesi in una dimensione perennemente allucinata, dominata da visioni, incubi e presenze sovrannaturali. Il sangue, elemento centrale della tragedia, ha assunto una consistenza quasi tangibile, trasformandosi in materia scenica e simbolica.

La scena si è configurata come un paesaggio onirico, regolato dalle leggi del sogno e del sonno, dove il confine tra umano e sovrannaturale si è progressivamente dissolto. Le lotte di potere hanno costituito il nucleo drammaturgico dell’opera, grazie anche alla rielaborazine testuale della drammaturga Maria Paola Zedda della rendendo evidente come la volontà e l’ambizione conducano inevitabilmente alla distruzione morale e alla frantumazione della mente e dello spirito.

La cifra distintiva del lavoro si è manifestata nell’intreccio tra linguaggio coreografico e dimensione multidimensionale. I corpi dei performer sono stati riscritti all’interno di uno spazio immersivo e visionario, dove testo, partitura visiva e movimento hanno dato vita a un’esperienza totalizzante, allucinata e profondamente perturbante. L’opera si è così affermata come un potente dispositivo scenico capace di restituire, attraverso la danza, la vertigine e l’oscurità della tragedia shakespeariana.